Si parla sempre (e con cognizione) del ritardo delle aziende italiane nell’investire sui social media come opportunità di comunicazione diretta e di coinvolgimento del consumatore, che spesso capita di non vedere quello che si potrebbe definire il flusso opposto, ovvero il fenomeno di avvicinamento dei social media alle aziende, legato dalle necessità di monetizzazione dei vari Twitter, Facebook e YouTube, che apre per queste ultime delle interessanti prospettive. Vediamo qualche esempio suddiviso per strumento sociale:
YouTube: canali aziendali
I video on line sono decisamente ad oggi il contenuto più fruibile e con maggior appeal per gli utenti (Google stessa ha festeggiato ad ottobre il traguardo del miliardo di visualizzazioni giornaliere) e rappresentano per le aziende un’ottima opportunità di comunicazione. Tanto che YouTube ha sperimentato ultimamente dei veri e propri canali aziendali che permettono una maggiore interazione e personalizzazione del canale rispetto alle opzioni attualmente disponibili nella personalizzazione del profilo di YouTube.
È il caso del canale For Mom realizzato in collaborazione con Kodak e con l’obiettivo di fornire tutorial e risorse per i genitori e le mamme del web (target sempre più agguerrito e frequentatore della rete), con ovvie sponsorizzazioni di prodotto.

Sempre in tema video che fanno da guida e tutorial YouTube ha collaborato con Target per lanciare un canale personalizzato a tema vacanze con consigli utili per i propri viaggi e la possibilità di interagire con domande e commenti con un celebre chef statunitense.
E non vanno dimenticate le nuove collaborazioni intraprese da YouTube come lo streaming della prima puntata della fiction prodotta da FOX italia per due settimane, Il mostro di Firenze. E a queste si aggiungono le novità tecniche come il supporto su YouTube di video full HD a 1080p visibile ad esempio in The Muppets: Bohemian Rapsody:
Facebook – engagement ads
Facebook, che da poco ha aperto una sede commerciale italiana a Milano spinta dagli oltre 12 milioni e mezzo di italiani sempre più di interesse per le aziende, propone degli engagements ads, ovvero delle inserzioni pubblicitarie (orientabili sulle caratteristiche dei profili degli utenti come età, provenienza geografica etc) che non forniscono solo un link di approfondimento come AdWords ma che coinvolgono gli utenti con sondaggi, la possibilità di commentare video e di iscriversi ad una pagina fan.

Twitter poi ha da poco annunciato l’apertura di profili aziendali a pagamento che permetteranno di utilizzare applicazioni aggiuntive per la comunicazione diretta con i propri follower e di certo le novità non finiscono qui.
A proposito, sembra centrare poco ma così non è, i rumors (autorevoli) della rete annunciano l’arrivo di una nuova interfaccia per Google, con cambiamenti che porteranno l’esperienza di ricerca ancora più vicina al mondo dei social media e al concetto di personal search.
Insomma sempre più strumenti a portata di mano delle aziende, ma è logico che non è sufficiente un canale video e un’operazione di advertising su Facebook per centrare il proprio target. Ecco perchè come Aipem-Vodu crediamo in una strategia sui social media, ogni volta diversa ed originale per l’esigenza di ogni nostro cliente e dei suoi obiettivi (e non per le esigenze di monetizzazione dei social media
).
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