Articoli marcati con tag ‘reputazione’

Gestire la reputazione on-line: la costanza premia

mercoledì, 10 giugno 2009

In un trend web 2.0 dove anche Google ha scelto la via della persona dando vita ai suoi Google profiles (dove è possibile creare una scheda personale con skills e link di tutte le proprie attività in rete) e in cui Facebook a giorni libera la possibilità di personalizzare con nome e cognome anche gli indirizzi web dei propri profili, non si può non prescindere dal monitorare e gestire con costanza la propria reputazione on-line. Dal punto di vista aziendale poi, dove oggi il capitale umano è risorsa insostituibile, essere manager on-line dei propri valori e della propria immagine è fondamentale.


Due esempi su tutti:


Marco Franzelli, noto giornalista sportivo RAI, nell’ottobre 2008 apre Tutti dicono sport, il suo blog all’interno della piattaforma RAI. Una decina di post, subito numerosi commenti degli utenti a confermare che è un’ottima idea, e poi che succede? Franzelli sparisce e l’ultimo commento ironico recita Toc toc!C’è nessuno?


In casa Mediaset l’approccio è diverso e di squadra. IL blog GrandPrix, dedicato al mondo dei motori, è aggiornatissimo e firmato dai giornalisti (Giorgio Teruzzi, Ronny Mengo etc.) che si alternano con loro pensieri e riflessioni direttamente dalla pista. Il risultato di questa costanza e lungimiranza nel fare squadra? Ottima e trasparente conversazione sui commenti, alto numero di visite e sicura e meritata fidelizzazione degli utenti a Mediaset Sport.


Se cercate quindi una firma sportiva in casa RAI rischiate di trovare un relitto galleggiante, in casa Mediaset invece un villaggio accogliente. Ora proviamo a spostare questo ragionamento anche in altri business e ad aggiungerci l’accelerometro dei social network e del web 2.0 che favoriscono la rintracciabilità delle persone… Se un’azienda non ha una politica di gestione della propria reputazione e di quella del suo personale “in vista” è arrivato il momento di mettersi all’opera.

Share

La Coca-Cola si gioca la crisi

lunedì, 25 maggio 2009

Durante la primavera Coca-Cola ha lanciato una campagna di supporto al consumatore votata a promuovere un clima di ottimismo nei confronti della crisi anche attraverso l’offerta di buoni acquisto. Un buon atteggiamento di base ma anche un arma a doppio taglio. Lo dimostra l’ultimo spot lanciato in TV un paio di settimane fa.




Lo spot alla prima occhiata ha quasi lo stile della pubblicità progresso con Giulia, bimba di Pisa, che racconta la sua famiglia attraverso dei disegni semplici e con lo spirito di chi apprezza le cose essenziali, vere ed economiche. Ma poi ecco spuntare una bottiglia di Coca-cola e il discorso, già abbastanza retorico, inizia a scricchiolare.

Per scoprire la reazione del consumatore è sufficiente leggere i commenti del video dello spot caricato su YouTube e visualizzato alcune migliaia di volte. Eccone alcuni significativi:

  •  Cosa si fa per vendere qualche bottiglia in Più. Sai che c’è di nuovo? invece della coca cola mi berrò il la Cola DI UNA PICCOLA AZIENDA DELLE MIE PARTI. Così si risolve la crisi, non portando soldi a chi ne ha già a palate!
  • X Questo spot, ha dato un colpo basso al turismo. Senza VOLERLO INVITA A RIMANERE A CASA, anzichè andare in vacanza. Ha suscitato un sacco di polemiche in un comune del Veneto, tanto che grazie a Giulia, è stata bandita la Coca Cola, sostituita con il Chinotto,
  • Che ipocrisia, una vergogna. cosa non si fa per vendere qualche bottiglia in più.
  • Come se noi stessimo sempre a mangiare caviale andando e venendo dalla Polinesia mentre la nostra limousine ci aspetta a Fiumicino, ma imp…..  Giulia, e sulla torre di pisa!
  • Cara Giulia, anch’io vivo a Pisa, ma la coca cola col ragù te la lascio bere a te, e sopratutto a carte dopo cena ci puoi giocare benissimo te cor canaccio di tu ma, visto che non ti piacciono le cene di gala e le supermacchine!
  • lo spot più odioso nella storia della pubblicità, lo ascolto 30 volte al giorno per radio e Giulia la prenderei volentieri a calci, inoltre con sommo orgoglio italiano berrò dell’ottimo vino rosso insieme al ragù ed eviterò accuratamente la coca cola

E’ interessante notare come tutti i 46 commenti pervenuti ad oggi siano in questo stile, alcuni testimonino anche delle conseguenze concrete e molti di questi siano stati inseriti da blogger professionisti, in grado quindi di diffondere ancora maggiormente questa voce non solo attraverso il loro diario ma tutta la rete sociale. Il concetto di Lifestream che ora si sta affermando infatti fa sì che ogni attività online su un media sociale venga notificata a tutti gli amici di un utente in modo automatico (basti pensare a FriendFeed).


Cosa sta facendo Coca-Cola per difendere la propria reputazione on-line e comunicare i suoi valori? Al momento non si è vista alcuna reazione (almeno manifesta). Certo è vero che il brand è talmente forte che queste critiche, sempre presenti nella sua storia, non lo scalfiranno, ma queste reazioni e la loro diffusione on-line dimostrano come oggi sia fondamentale porsi il problema, non solo per marchi globali.

Share