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E’ iniziato come un’attività di buzz marketing, è proseguito con un confronto diretto e costruttivo con i food blogger gluten free della blogosfera italiana e ora è approdato nella forma di un ricettario dedicato alla pasta senza glutine condiviso e condivisibile.
Questo è il percorso che ci ha portato alla realizzazione per Piaceri Mediterranei di Una ricetta tira l’altra, un ricettario in crowdsourcing per lanciare la nuova famiglia di paste senza glutine del brand: la pasta di mais, la pasta di riso semigreggio e la pasta alle tre farine.
Un percorso iniziato due anni fa con il coinvolgimento diretto di alcuni foodblogger gluten free chiamati a testare i prodotti del catalogo Piaceri Mediterranei e ora diventato una collezione di ricette proposte liberamente dagli stessi foodblogger che ogni giorno nella propria cucina sperimentano e cucinano con passione e dedizione per la propria famiglia.
Il ricettario non poteva quindi che essere social non solo nella sua realizzazione ma anche nella sua implementazione online. Ed ecco quindi lo sviluppo di un’applicazione Facebook dedicata a Una ricetta tira l’altra, integrata all’interno della pagina Facebok di Piaceri Mediterranei, che con i suoi oltre 6.500 fan rappresenta ad oggi la pagina Facebook con il maggiore numero di fan nell’ambito dei brand gluten free.
Ogni ricetta è personalizzata in primis con la biografia del foodblogger e il link al suo blog e quindi presentata con l’opportunità di essere votata, commentata e “piaciuta” all’interno di Facebook stesso.
Il prossimo passo? Sinceramente… non lo sappiamo neppure noi E’ la sfida quotidiana di mettersi in gioco assieme ai nostri clienti in un’attività integrata di social media marketing com’è questa realizzata con Piaceri Mediterranei.
Si parte con degli obiettivi di comunicazione e un’idea progettuale fondata sui valori aziendali e poi inizia la conversazione e l’interazione con la propria community spontanea di riferimento… e dove questa ci può portare lo si può scoprire solamente giorno per giorno!
Nuova puntata per le statistiche del web con attenzione al comportamento sui social e su mobile.
Cosa non fare sui social
Quali sono i peccati capitali delle aziende sui social network? Per quali ragioni gli utenti abbandonano i profili aziendali che avevano “piaciato” su Facebook o “followato” su Twitter? Una ricerca di ExactTarget su un campione di utenti Facebook e Twitter ha individuato le principali ragioni che spingono gli utenti a non seguire più un’azienda su queste piattaforme social.
In entrambi i casi le motivazioni sono del tutto analoghe e simili. Gli utenti abbandonano i brand non appena questi tentano la vendita sistematica e non offrono un qualche valore (divertimento, notizie vere, coinvolgimento) agli stessi. Insomma non è la quantità e la presenza a garantire il successo social . E le iniziative one-shot (scontistica, offerte, concorsi) nel medio-lungo termine sembrano proprio non pagare.
Come vengono condivisi i contenuti
La chiave della viralità che apre le porte al “mi piace” su Facebook e alle migliaia di visualizzazioni su YouTube? La condivisione. Come, quando e quanto condividono gli utenti in rete? Ecco le statistiche di 5 anni di AddThis, la piattaforma di sharing più diffusa la monto (oltre un miliardo e duecentomila utenti raggiunti), che ha rilasciato questa infografica con le abitudini di condivisione degli utenti e le piattaforme più utilizzate (si noti come la condivisione avvenga sempre in stretto tempo reale e passi per il buon vecchio copia e incolla dalla barra degli indirizzi).
Italiani e smartphone
Nel recente evento Think mobile lanciato da Google in tutta Europa (di seguito l’estratto video dell’evento milanese) Google ha reso noto uno studio sul comportamento degli italiani in relazione agli smartphone. Più della metà degli utilizzatori (60%) difficilmente si separa dal proprio smartphone e lo utilizza pressochè ovunque, in casa (98%), fuori casa (88%), in ufficio (77%). Lo smartphone viene utilizzato spesso anche in parallelo ad altri media, mentre si ascolta musica (47%), mentre si guarda la tv (32%) e, nel 30% dei casi, anche quando si naviga su internet con un altro dispositivo. Circa la metà degli intervistati (45%) lo utilizza per recuperare velocemente informazioni sul web o impiegare utilmente pause e tempi morti (53%), come ad esempio in attesa del bus o del treno.
E il mobile commerce? Il 23% dei possessori di smartphone ha dichiarato di aver già effettuato un acquisto via mobile. Un dato non troppo distante da quello registrato negli Stati Uniti (29%) e in Gran Bretagna e Germania (28%) e superiore alla media francese (17%).
I giovani cliccano mi piace, gli anziani i banner sociali
Da una ricerca dell’agenzia Socialcode sui comportamenti degli utenti su Facebook emerge che i giovani sono più propensi a cliccare il “mi piace” mentre gli utenti anziani vengono maggiormente attirati dai banner sociali. Senz’altro da tenere a mente a seconda del target della vostra prossima social campagna.