Ogni cambiamento su Facebook impatta sul quotidiano di oltre 800 milioni di utenti nel mondo e di 19,5 milioni di utenti italiani: ecco perché le radicali novità annunciate da Zuckerberg sono sulla bocca di tutti in queste ore e perché è bene soffermarcisi un attimo per capire dove potremo andare.
Gli aggiornamenti più rilevanti riguardano l’evoluzione del concetto di open graph (il grafo sociale che ha fatto la fortuna di Facebook e che rappresenta il motore del passaparola fra gli utenti) che passa dall’essere un network di relazioni e di persone al diventare anche e soprattutto un network di azioni.
Non solo quindi amicizie e “mi piace”, ora ai nostri amici potremo anche notificare di aver guardato, ascoltato o letto qualcosa. E non solo, i programmatori potranno scegliere il verbo e il complemento oggetto più consono per le loro applicazioni dando così vita a una nuova prospettiva in cui il mi piace sembra essere destinato a perdere (relativamente) d’importanza in favore di un ascolto o ancora una visione.
Questa nuova prospettiva delle social apps dovrebbe portare ad una vera e propria esplosione della condivisione su Facebook (chi non cliccava Mi piace, o condividi o commenta perché non a suo agio, potrà sempre dire di aver guardato, letto o ancora corso, nel caso ad esempio di Nike+ come social app) stimolata dalla barra denominata Ticker già comparsa da qualche settimana (barra laterale con tutti gli aggiornamenti delle attività degli amici in tempo reale) e così interpretata nel video di presentazione di Facebook.
Una novità che verrà trainata dalle collaborazioni annunciate da Facebook con servizi come Spotify oppure Hulu (non disponibili in Italia) e che dovrebbe trasformare Facebook in un vero e proprio media center sociale in cui ascoltare la musica preferita e guardare i programmi più seguiti assieme ai propri amici in tempo reale.
L’altra grande novità riguarda la revisione del layout dei profili personali (e che senz’altro andrà a ricadere anche su quelli pubblici) con la nascita della Timeline, una nuova visione del flusso degli eventi e delle azioni di una persona che si vincola strettamente alla revisione dell’open graph portando gli utenti alla condivisione spontanea di azioni e di momenti salienti della propria vita (e spostando su una sidebar ben definita sulla destra i social ad).
Il Facebook marketing che verrà dovrà quindi riuscire sempre più a coinvolgere gli utenti portandoli ad esprimersi nei confronti di quelli che dovranno essere dei veri contenuti appetibili. Ovvero sempre meno spazio per le aziende che vogliono improvvisare su Facebook e sempre più chiaro che non può bastare aprire una pagina e aggiornarla con qualche news per ottenere un riscontro in termini di partecipazione, dialogo ed engagement, pena non riuscire mai ad emergere nei nuovi news feed e diventare così delle top story condivisibili. Dal lato professionale una conferma per chi sa (e noi ci crediamo da sempre) affrontare le sfide del marketing Facebook con un insieme di competenze tecniche e sociali, di scrittura e di storytelling, di programmazione e di web design.





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