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Le statistiche del web (15) – e-commerce, mobile e Google Instant Preview

giovedì, 11 novembre 2010

Questa puntata delle statistiche del web approfondisce la crescita del web nella sua totalità e nelle dimensioni dell’e-commerce e del mobile.



E-commerce in Italia – crescita esponenziale
Dopo la crescita nulla del 2009 legata alla crisi, l’e-commerce in Italia cresce in doppia cifra (+14%) riprendendo la marcia che lo ha caratterizzato negli ultimi anni. Secondo i dati presentati dall’ultimo rapporto del Politecnico di Milano e di Netcomm (consorzio delle aziende di settore) sono 8 milioni gli italiani che acquistano on line muovendo un giro d’affari di oltre sei miliardi e mezzo di euro (per la prima volta superato l’1% delle vendite dei negozi tradizionali). Il potenziale di crescita? In Italia sul web acquista solo il 12% della popolazione italiana (e di questi il 24% ha più di 55 anni) mentre in Danimarca la percentuale è del 64%, in Inghilterra del 66% e in Europa la media è del 42%. Le categorie di beni più comprati in rete in Italia? Al primo posto biglietti aerei e ferroviari, seguono hotel e assicurazioni RC auto, quindi abbigliamento ed accessori e prodotti di informatica.



Il tempo online si passa sui social network
Una ricerca di Tns- Digital Life conferma come la mail sia ancora lo strumento più usato dagli utenti internet mondiali (il 72%) ma è sui social network che si passa la maggior parte del tempo, 4,6 ore a settimana passate dal 46% degli utenti internet contro le 4,4 ore della mail. Interessante anche il dato sulla pervasività dello strumento internet, a cui si connette ogni giorno il 61% degli utenti che ha un accesso al web contro il 54% della TV, il 36% della radio e il 32% dei giornali.



La crescita del mobile
Il mobile web, guidato dalla punta dell’iceberg dei 300.000 iPad già venduti in Italia (si stima saranno 4 milioni secondo Gartner nel 2014), cresce sempre più e lo conferma, oltre ai 200 milioni di utenti Facebook che accedono al social network tramite mobile, una ricerca presentata all’ultima edizione dello IAB forum da Libero.it che evidenzia come il 32% della audience potenziale del mercato mobile sia già un utente attivo. Si tratta di 15.082.000 persone che sono “sempre connesse” e che nell’ultimo anno sono cresciute ad un tasso del 25%.




La crescita del web
Gli ultimi dati Audiweb evidenziano 10,8 milioni di utenti attivi online nel giorno medio a luglio 2010 con un incremento in base annua del 3,8% e 23,8 milioni di italiani attivi online nel mese di luglio 2010 con un incremento di base annua del 9,9% confermando una crescita costante degli utenti attivi sul web in Italia.



Google Instant Preview
Facciamo una deviazione dalle statistiche perché quando c’è una novità in campo Google, beh, non si può restare indifferenti ;) . L’ultima novità, dopo l’implementazione recente di Google Instant, è la funzione Instant Preview che permette di visualizzare direttamente sulla SERP un’anteprima della pagina che potremmo andare a cliccare.





Basta quindi cliccare sulla lente oppure, dopo aver cliccato invio con la tastiera per effettuare la ricerca, basta cliccare sulla freccia destra e muoversi su e giù con le frecce. Cosa cambierà? Staremo a vedere, le implicazioni possono essere tante e interessanti, dalla necessità di avere un sito con un certo appeal grafico in grado di fornire un layout accattivante in anteprima con un’evidenza interessante della parola chiave nei contenuti, al fatto che le anteprime vanno a sovrapporsi agli annunci AdWords pubblicitari.

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Il search marketing dinamico?

venerdì, 10 settembre 2010

La novità Google instant ha fatto il giro del web in tempo reale in pochi secondi. Con instant infatti la ricerca diventa più veloce ed efficace (parole di Google) grazie ad una vera e propria preview delle parole chiave che potremmo voler cercare e un aggiornamento progressivo dei contenuti. A spiegare meglio di tutti come funziona è Google stesso sul suo canale YouTube ufficiale.





C’è chi ha amato instant dall’inizio perché dinamico e realmente “velocizzante”, chi invece l’ha trovato una mezza imposizione dall’alto perché alla fine dei conti è Google, sulla base di criteri tutti suoi, a suggerire dove deve andare la ricerca (e viene in mente la filosofia Apple: ti offro un ambiente chiuso e limitato ma tranquillo, sicuro, efficiente e veloce). Al di là delle reazioni emotive che un tale cambiamento può suscitare e che Google stesso nella versione inglese ha voluto smorzare con un alert ad ogni ricerca





è interessante immaginare le ricadute che una tale modifica nel comportamento dell’utente sul motore di ricerca porterà sul click through, ovvero sul “cliccaggio” sui risultati in seguito ad una query. Il meccanismo di ricerca cerco-trovo diventa un cerco affinando la ricerca in tempo reale-trovo in cui l’impatto visuale diventa sempre più determinante. Lo si vede anche nell’esempio di Google stesso, dove immagini e video, che emergono grazie alla universal search, vengono consigliati come veri e propri riferimenti della ricerca.



Mettiamo per esempio, visto che il sottoscritto si sposa domani ;) e il blog Aipem prenderà una piccola pausa, di voler cercare idee per matrimonio per voler offrire qualcosa di diverso ai nostri ospiti. Partiamo dalle idee





ed ecco che spuntano in automatico un idee per viaggiare che potrebbe sviarci verso l’organizzazione del viaggio di nozze e un idee addio al nubilato che potrebbe incuriosirci, nonché una pubblicità di Save the children subito sotto che potrebbe farci venire in mente di fare delle bomboniere beneficenza.



Continuando con idee per





si rafforza l’idea che potremmo pensare al viaggio, fino a quando scrivendo idee per m compare anche il matrimonio





e un interessante idee per matrimonio originale che possiamo facilmente selezionare per completare la ricerca.



Sarà questa la parola chiave effettivamente più cliccata dagli utenti? Quella con il maggiore click through? Senz’altro è la più invitante e quella su cui (forse) potrebbe valere la pena impegnare le nostre risorse di posizionamento e in generale di search engine marketing. E cosa sarebbe successo se ci fossimo imbattuti in video o fotografie o in pubblicità particolarmente ammiccanti?



Condizionare in qualche modo il percorso di ricerca dell’utente modificherà sostanzialmente il comportamento dello stesso magari uniformandolo e poi agendo sui risultati di posizionamento che si basano anche sul click trough? Domande aperte che solo con il tempo e con il giusto ascolto potranno avere risposta.



ps: se siete del partito “no Google Instant” potete disattivare il servizio spuntando facilmente in alto a destra l’opzione dedicata ;)

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