Google Analytics: misurare ed analizzare oltre le novità

“Su internet tutto è misurabile”… e spesso ci si ferma a questa stessa frase, all’installare Google Analytics (che è uno di tanti possibili strumenti) sul proprio sito web o blog, a dargli un’occhiata ogni settimana (se va bene…) e poco altro. Ma dietro ai numeri dei report delle analitiche, alla loro quantità e soprattutto alla loro qualità, si nascondono le vere opportunità per valutare l’efficacia della propria presenta on site ma anche e soprattutto off site.



Per capire il valore di un’analisi attenta dei dati forniti da Google Analytics ci vengono in aiuto ad esempio le novità degli ultimi mesi della piattaforma stessa di Google, che, oltre a cambiare layout, ha introdotto questi principali e significativi aggiornamenti



- il calcolo delle visite
La nuova release di Google Analytics porta con sé anche un nuovo modo di conteggiare le visite. Prima del 10 agosto infatti Analytics creava una nuova sessione di visita quando erano trascorsi 30 minuti dall’ultima visita, al cambio di giorno, alla chiusura del browser con eliminazione dei cookie di sessione.
Ora ai due primi criteri che restano invariati si aggiunge quello riguardante la fonte di provenienza. Ovvero se visito un sito ad esempio provenendo da un motore, me ne vado e poi rientro da un social network, allora conteggio una nuova visita.
Una modifica significativa che viaggia parallela alla seguente novità introdotta in beta già da qualche mese.



- multi channel fuels
ovvero una nuova logica più sistemica (e ancora in fase beta) per il tracciamento delle conversioni (per conversione si intende una qualsiasi azione obiettivo che viene eseguita dall’utente on site, può essere ad esempio l’acquisto di un prodotto o l’iscrizione ad una newsletter). Mentre la conversione viene storicamente attribuita all’ultima fonte che l’ha generata ora con i channel fuels è possibile tracciare tutte le fonti che hanno portato l’utente alla conversione finale attribuendo anche un valore alle diverse e quindi misurando l’efficacia di quella che deve essere una strategia integrata online.
Ecco il video di Google stesso che spiega al meglio il concetto





- le ricerche da Google immagini diventano organiche
Con luglio 2011 le ricerche provenienti dalla ricerca immagini di Google che venivano conteggiate come sito referente images.google.com ora diventano vere e proprie ricerche organiche su Google (ma non per le immagini che sono state cliccate dalla universal search di Google, ovvero le immagini che appaiono nella SERP tradizionale) e quindi questo potrebbe spiegare un decremento del traffico referente ed un incremento di quello organico.



Certo le novità su Facebook (la nuova funzione consigli che permette di recensire luoghi o attività, la possibilità per un retailer di collegare alla pagina principale quella dei suoi punti vendita…) o su Twitter (la possibilità di caricare fotografie direttamente da Twitter consultando poi le gallerie fotografiche degli amici…) fanno più clamore, mai mai dimenticarsi di analizzare dove stiamo andando, come si stanno comportando gli utenti sul nostro sito e soprattutto qual è l’efficacia delle azioni che realizziamo per portare gli utenti sul nostro sito web (ovvero dei soldi che investiamo ;) ).

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