Questo post lo dedichiamo a una domanda che spesso ci viene fatta dai clienti che giustamente si chiedono se Google AdWords, ovvero il keyword advertising di casa Google, ovvero traducendo spicciolo gli annunci testuali che vedete sui motori di ricerca, funzioni o meno (anche se precisiamo che AdWords non è solo annunci testuali sui motori di ricerca, ma anche immagini e video e molto altro).
Molti infatti pensano che gli utenti, sapendo che i famosi link sponsorizzati che appaiono sulla sinistra o al primo posto su sfondo giallino sono pubblicità, non clicchino gli annunci testuali. Ma siamo proprio sicuri che sia così? Che quella che è una nostra impressione sia vera? Facciamo un esempio molto banale… se è vero che la pubblicità spesso non viene ben vista, è anche vero che se questa riesce ad intercettare un bisogno primario (o presunto tale) di un consumatore allora funziona… ovvero se in questi giorni ci si è rotto il televisore e ci imbattiamo nella campagna Mediaworld che ci chiede se crederci e non crederci sull’Italia campione cosa facciamo? Beh un salto da Mediaworld senz’altro si fa e magari si esce pure con lo scatolone.
Ora pensiamolo sui motori di ricerca, dove ogni giorno esprimiamo per definizione dei bisogni (richiesta di informazioni, approfondimenti etc.). Se ci si è rotto l’ormai famoso televisore e cerchiamo su internet dei modelli e troviamo degli annunci con delle offerte interessanti che i risultati naturali di Google non ci danno, che facciamo? Clicchiamo, e se dopo aver cliccato troviamo una pagina ben fatta che ci accoglie con una VERA offerta, che ci invita ad un’azione e che quindi ci soddisfa ecco che magari procediamo all’acquisto o comunque chiediamo informazioni o andiamo addirittura fisicamente in negozio.

In questo senso AdWords funziona al di là di quelle che sono le nostre soggettive impressioni, perché l’obiettivo è uno e sempre quello: soddisfare un’esigenza nel momento in cui viene espressa… e l’advertising sui motori di ricerca ne è in pratica la definizione. Poi ovviamente non si può improvvisare… come ogni cosa sul web anche AdWords è misurabile, preventivabile (all’inizio siamo in grado di capire quanto potremmo andare a spendere) e soprattutto flessibile (la campagna può essere modificata in tempo reale così come interrotta se non efficace).
Spesso quindi si sente parlare di Google AdWords utilizzato “saggiamente” con landing page etc. Ma perché non pensare ad usi alternativi fuori dagli schemi? Anche con gli annunci testuali si può fare marketing non convenzionale. E’ il caso di questo copy statunitense che, cercando lavoro, ha sfruttato la “mania” delle persone di Googlarsi sul web e ha utilizzato come parole chiave per i suoi annunci il nome e cognome dei responsabili delle agenzie di comunicazione in cui avrebbe voluto lavorare. Questi quando si son cercati per controllare la propria reputazione on line han trovato l’annuncio e l’hanno contattato!!! Risultato: due colloqui di lavoro e costo per ottenerli 6 dollari!!! Ecco il video che racconta la storia:
ps: ah avete dato un occhio sul web se qualche concorrente vi sta “rubando” il marchio aziendale con degli annunci testuali? Cioè voi cercate Fiat e magari appare un annuncio targato Renault? (è un esempio
) Se vi capita potete comunicarlo a Google e l’annuncio verrà tolto!
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Totalmente d’accordo. Io pubblico annunci per i miei clienti e uso AdWords quotidianamente. A volte funziona, avolte no. A volte dipende da come viene impostata la campagna a volte invece dal prodotto/servizio offerto. AdWords infatti tende ad amplificare il valore intrinseco di un prodotto/servizio. Cosa significa? Significa che se offro qualcosa che vale (per le sue qualità intrinseche, perchè soddisfa un desiderio, perchè ha un prezzo competitivo ecc.) allora normalmente si riesce a fare una campagna AdWords di successo. Altrimenti si rischia di fallire. In questo caso però è meglio ripensare all’offerta più che al messaggio pubblicitario.