La nostra impronta? Mobile!

Dopo aver fatto fuori la crisi con la collaborazione di Sir Alfred Hitchcock, Aipem continua la sua crescita (Fatturato +10,50% – dati da bilancio consuntivo 2009) che si traduce anche nella ricerca di nuovi talenti del marketing e della comunicazione.



La caccia a nuove risorse inizia oggi con una prima uscita stampa sul Corriere Veneto con l’aiuto di Sherlock Holmes seminando una vera e propria traccia digitale tramite QR code.





Inquadrando il codice con il vostro cellulare (se non avete installato l’applicazione per la lettura dei codici QR code potete farlo gratuitamente cliccando qui) potrete infatti accedere al sito mobile che abbiamo creato per l’occasione (ecco di seguito la visualizzazione del minisito – che comunque è stato pensato per adattarsi a tutti i dispositivi mobili – su iPhone, dove è stata curata l’interfaccia perché sia intuitivamente cliccabile in pieno stile touch).





Partecipando all’identikit sotto forma di test potrete capire se siete le persone giuste per inviarci il vostro curriculum e avere tutti i riferimenti del caso. Per mettervi alla prova ecco qui il codice QR in bella mostra (spesso purtroppo per “effetto moda” capita di vedere applicazioni di QR code fatte un po’ così… con stampe piccolissime sui prodotti e francamente inaccessibili per le fotocamere dei cellulari)





ps: se volete seguire le nostre prossime avventure, da oggi potete restare “Aipem” aggiornati anche grazie alla nuova funzione di following rilasciata da LinkedIN. Basta andare sul profilo Aipem aziendale presente su LinkedIn e “seguirci” impostando anche frequenza e opzioni di notifica



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2 Commenti a “La nostra impronta? Mobile!”

  1. Not me scrive:

    Tecnicamente niente da eccepire, ma tutta l’operazione mi sembra finalizzata solo a far vedere la vostra capacità tecnica, appunto.
    A livello di comunicazione, si tratta di un meccanismo molto complesso per trasmettere un contenuto pressoché nullo: l’uso di un QR code (anziché un semplice indirizzo) per accedere a un minisito che, dopo un test tutto sommato banale, dà accesso a un indirizzo e-mail che già si poteva ricavare dal sito ufficiale.
    Oltretutto, immagino non sia vero che state assumendo creativi.

    Quindi, perché usare un falso target e non rivolgersi direttamente ai potenziali clienti?

  2. dnonino scrive:

    @notme: l’operazione è per noi interessante più che per verificare la tecnicità della cosa che conoscevamo per testare il polso dell’engagement mobile e dell’utilizzo di tali strumenti nel Nord-Est per offrire un miglior servizio poi ai nostri clienti (inutile fare il QR code solo perché è una moda ;)

    Che il contenuto sia nullo questo credo sia assai soggettivo… forse lei non è un creativo alla ricerca di una nuova sfida… Pietro l’ha accettata e siede qui ora accanto a me per un periodo di prova… per cui stiamo assumendo ;)

    Per cui il target è vero e in più per i nostri (potenziali) clienti stiamo sperimentando un servizio che ci permetterà di avere un’offerta misurata ed efficace, non solo a parole.

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