Ma devo proprio esserci su Twitter? Guida per l’azienda indecisa

Dopo il ma devo proprio esserci su Facebook? torniamo sull’argomento affrontando la questione Twitter. Nella febbre infatti dei social media e con l’idea generalizzata di fare social media marketing per essere di tendenza e magari dimostrare la dinamicità e l’innovazione della propria azienda, cerchiamo di mettere un po’ di ordine e di fornire una piccola guida per capire se sia il caso o meno di intraprendere la strada di Twitter.



Partiamo da una domanda che ci rivolgono spesso clienti e collaboratori e che negli ultimi giorni ha avuto una chiara risposta , ovvero “quanti sono gli italiani su Twitter?“. Sysomos ha pubblicato una recentissima ricerca i cui dati che vedete tabellati di seguito sono stati estrapolati dai 13 milioni di account Twitter attivi in tutto il mondo da Ottobre a Dicembre 2009 e che dimostrano come, oltre gli Stati Uniti, Twitter rimanga al momento un fenomeno di nicchia che conta in Italia circa 84.000 utenti (che confrontati con gli oltre 13 milioni di account italiani su Facebook sono decisamente pochini).



dati-twitter



Varrebbe a questo punto già la pena di dimenticare Twitter? Certo che no, soprattutto se consideriamo l’andamento di Twitter in Italia – esattamente un anno fa (fonte Wired) i profili italiani su Twitter erano solamente 8.300 – e i soggetti che lo utilizzano. Twitter infatti al momento è diventato uno degli strumenti più utilizzati dai blogger italici che attraverso i numerosi servizi di accorciamento degli URL postano i loro ultimi contenuti fornendo così aggiornamenti continui in tempo reale ai propri lettori, alla propria rete di contatti e anche a Google, attirati dalla recente indicizzazione dei Tweet da parte del più influente motore di ricerca, oggi attento più che mai alla freschezza e all’aggiornamento dei contenuti in tempo reale. Con la spinta alla promozione dei contenuti e all’esigenza di monitorare in tempo reale reazioni e feedback, Twitter diventa così il primo banco di prova in grado di diffondere contenuti e valutare la viralità di un’idea (numero retweet, ovvero post di 140 cararatteri che vengono condivisi da altri utenti), l’utilità dei contenuti forniti e la capacità di interagire e suscitare conversazioni ed interesse (numero di follower ovvero di profili twitter che ne seguono un altro).



Le opportunità quindi, al di là del numero di utenti, ci sono e sono interessanti ma quando posso dire di essere pronto per creare un profilo su Twitter? Ecco alcune domande/riflessioni che possono aiutare a prendere una decisione:



- ho ascoltato la rete e capito se ci sono competitor che già utilizzano Twitter o utenti che su Twitter esprimono esigenze che io potrei soddisfare?



- sono pronto ad entrare in un servizio che richiede che inserisca si solo 140 caratteri di testo ma che dall’altro lato pretende una presenza continua nel tempo in termini di contenuti e di presidio?



- so come individuare gli account di Twitter geograficamente vicino a me e quindi creare delle relazioni locali che possano essere utili ad esempio per la diffusione e l’organizzazione di eventi?



- le mie attività possono prevedere l’opportunità di un aggiornamento rapido e in tempo reale delle informazioni?



- ho messo in conto la relazione con altri profili su Twitter per evitare l’effetto che si vede spesso di brand che creano profili che non interagiscono in alcun modo con la Twittersfera?



Insomma se queste domande vi hanno generato un mondo di dubbi e se non avete mai sentito nominare il Follow Friday allora forse non è ancora il tempo di creare un account su Twitter ma di sicuro è l’occasione per iniziare ad utilizzare il sistema di ricerca di Twitter per orientarsi e capire se e cosa si sta dicendo della vostra azienda e del vostro settore (anche una risposta nulla e di assoluto silenzio potrebbe essere interessante).



ps. per concludere con un esempio e per dimostrare come la creatività e la non-convenzionalità sia sempre una delle strade migliori da coltivare sui social media ecco il profilo del Buon Noncompleanno che è stato creato su Twitter per lanciare e supportare le pagine di Facebook che fanno parte della social media strategy che promuove il prossimo film di Tim Burton a marzo al cinema (ah… se provate a cercare non compleanno su Google il profilo Twitter è già in seconda pagina in pochi giorni ;) … a dimostrazione che anche i motori di ricerca ascoltano sempre più i piccoli ma numerosissimi cinguettii di Twitter).

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2 Commenti a “Ma devo proprio esserci su Twitter? Guida per l’azienda indecisa”

  1. Buongiorno, complimenti per l’articolo innanzitutto!
    Twitter puo’ essere un ottimo strumento per valorizzare il proprio brand, ad esempio come dite voi rispondendo alle richieste e interagendo con gli utenti (quindi una sorta di helpdesk) o lanciando promozioni riservate solo a questo social network.
    L’importante è, se si parte, coltivarlo!
    Io stesso credo molto alle sue potenzialità,e a tal proposito ho scritto una guida base molto apprezzata dagli utenti!
    Anche la recente introduzione dell’interfaccia in italiano spero possa portare nuovi utenti!
    Saluti,
    Massimo Previato

  2. dnonino scrive:

    @massimo: grazie per i complimenti e in bocca al lupo per la tua guida!

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