Il dialogo con il consumatore è una promessa

Facebook continua a spopolare (in Italia ha aperto da pochi giorni una sede commerciale a Milano e come utenti ha superato i 12,5 milioni nel nostro paese) e non c’è azienda che non stia pensando o realizzando azioni di conversazione diretta con il consumatore.


D’altronde l’opportunità offerta dai media sociali (Facebook ma anche YouTube, Twitter, blog e forum) è quella di entrare in stretto contatto con i propri utenti, coinvolgendoli, ottenendo feedback e orientando così al consumo. Spesso però quando si pensa ad un’azione di engagement e di coinvolgimento sociale ci si limita a “oggi facciamo partire un concorso dove chiediamo agli utenti di metterci la faccia o di girare un video”… e poi? Cosa succede quando un’iniziativa sociale di dialogo con il consumatore finisce?
Quante volte capita di sentire idee mirabolanti che attirano giustamente l’attenzione perché ben studiate, ma che al momento di mostrare i risultati latitano e non si capisce perché (lo scarso successo? i contributi venuti dal basso non eccellenti?).


Siccome non sarebbe elegante mostrare dei risultati che non si sono visti (siamo poi anche degli inguaribili ottimisti), ecco due casi di chiusura positiva di un’iniziativa di coinvolgimento sociale. Che dimostrano anche come in realtà un dialogo non si possa chiudere ma si possa portare ancora avanti, magari in percorsi neppure immaginati dall’azienda (ma questo è il bello della sfida 2.0, non ci sono strade predefinite e controllabili, solo un approccio molti a molti quotidiano).


Lactacyd
In collaborazione con il Grazia Blog, Lactacyd ha chiesto alle donne (che avevano già in passato contribuito ai sondaggi Lactacyd raccontando le loro contraddizioni e fragilità) di inviare una propria foto per essere selezionate per la nuova campagna pubblicitaria. Ed ecco che sono state selezionate non una ma più candidate che ora si sono “integrate” nella campagna Lactacyd che racconta le donne.


lactacyd


Nel Mulino che vorrei
Avevamo parlato tempo fa di questo progetto di cogenerazione delle idee del Mulino Bianco, dove Barilla chiede ai consumatori nuovi spunti per prodotti e servizi. Ma a quasi 6 mesi dall’inizio del progetto ci sono dei risultati concreti? Certo, e uno di questi, per fare un esempio, è il blog delle sorpresine, dove la mamma delle sorpresine, Graziella Carbone, racconta la loro nascita ed evoluzione. Un’idea apprezzata dagli utenti (basta leggere i commenti) nata da questa idea del Mulino che vorrei.


barilla

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