I numeri dell’iPhone parlano di un oggetto nato e rimasto di culto ma che sta riuscendo ad imporsi anche su scala e con numeri tali da fare gola anche alle aziende come mezzo di comunicazione (in Italia ad esempio i possessori di un iPhone sono 800.000 – fonte Gartner – e la richiesta del nuovo modello 3GS è tale che la scorsa settimana sono state addiritura esaurite le scorte in gran parte dei negozi). Insomma l’iPhone inizia a diventare un oggetto non solo per pochi, ma un device in grado di identificare un target tecnologicamente avanzato, avido di novità e con risorse economiche (da spendere anche e soprattutto on-line).
Ma questi numeri parlano solo di hardware mentre il vero valore aggiunto che poggia su questa solida base sono le ormai famose applicazioni vendute sull’AppStore (oltre 50.000). E’ qui che la rivoluzione touch della Apple diventa strumento di comunicazione ed opportunità per le aziende. Le applicazioni, siano esse giochi o le cosidette produttività (gestione documenti, agenda, memo vocali…), permettono di entrare in diretto contatto con il consumatore, ingaggiandolo, coinvolgendolo emotivamente e seguendolo in modo pervasivo nello spazio (chi si porta il cellulare persino in bagno), nel tempo (anche di lavoro ad esempio) e nella posizione geografica (grazie al GPS integrato ogni iPhone può “posizionarsi” su una mappa).
Per capirne l’impatto basta andare oltre a questi numeri e guardare a qualche esempio:
ILLY locator
Applicazione dell’omonimo caffè triestino che permette di trovare il posto giusto dove bere un caffè Illy. All’avvio l’iPhone si localizza ed appare una mappa dei bar e locali dove viene servito caffè Illy per tipologia (rivenditori, Bar Illy, Artisti del gusto…), quindi vengono indicate le informazioni per contattare l’esercizio e soprattutto segnalata la strada più veloce per raggiungerlo. Ma questo non è solo un modo per generare store traffic, l’applicazione viene anche recensita dagli utenti e permette di ottenere così un feedback dai consumatori (da agosto, data di uscita, i voti sono stati sempre ottimi e i commenti entusiasti “Bella App fatta bene, per cambiare bar senza cambiare buon caffè”, “Bellissima e utile”, “L’elenco dei bar è infinito” – Fonte AppStore). E infine non va dimenticato l’effetto Tribù, ovveri la community naturale aggregata attorno ai prodotti Apple e all’iPhone. Un esempio per tutti, la recensione di Illy Locator su Iphoneitalia (uno, ma significativo, dei tanti blog dedicati al melafonino), è arrivata agli oltre 13.000 iscritti al feed RSS e, moltiplicando questi numeri per i blog e portali dedicati, si può realizzare la possibilità di raggiungere un altissimo numero di utenti iPhone.
Mediaworld
L’applicazione, nata prima della Illy, ha una logica simile, ovvero permette di individuare su una mappa gli store vicini alla propria posizione ed in più permette di sfogliare il volantino delle offerte mediaworld. Tuttavia questo caso dimostra quanto il dialogo con il consumatore sia giustamente fondamentale e trasparente. Si legge sempre su AppStore dai commenti infatti che “l’applicazione è inutile perchè il volantino non si aggiorna”, “visualizza pochi oggeti”, tanto che la stessa sua autorevolezza crolla nel tempo “l’unica cosa buona sono gli orari di apertura delle sedi, ma spero siano correto”.

ProntoTreno
L’ultima arrivata in ordine di tempo è ProntoTreno, l’applicazione ufficiale di Trenitalia che permette di consultare l’orario dei treni (anche indicando le città via voce tramite riconoscimento vocale), acquistare i biglietti e controllare la puntualità dei treni. L’applicazione è apprezzata dagli utenti, molti stupiti dal fatto che Trenitalia abbia realizzato un così ottimo strumento, e, sebbene ci siano alcune lacune, tutti confidano in un aggiornamento a breve indicando i prossimi sviluppi e dando così vita ad un piccolo esempio di cogenerazione delle idee.

I casi poi sono molti (se ne conoscete altri segnalate nei commenti) e continuano anche con i giochi (il caso Volkswagen con la vecchia e nuova Polo, ma anche Seat e Audi, con la possibilità di guidare le auto) e le news (Repubblica che ha scelto la via dell’applicazione gratuita con pubblicità all’interno e Il Corriere, a pagamento).
“Fare” un’applicazione per iPhone non è quindi solo una semplice marketta o una trovata tecnologica estemporanea. Nell’era del web 2.0, le applicazioni sono anch’esse uno strumento sociale e di dialogo diretto con il consumatore da inserire in una strategia multicanale opportuna (senza dimenticare la socialità fisica dell’iPhone stesso che permette di interagire con altri iPhone e giocare con i propri amici).
E per stupire c’è anche l’opportunità della realtà aumentata, da vedere con questo esempio per iPhone 3GS con le indicazioni visive per la Metropolitana di Parigi ma anche per altri punti di interesse della città.
ps: non è tutto oro quello che luccica, l’utente iPhone non è infatti fedele alle applicazioni. Da uno studio di Pinch Media, solo il 20% degli utenti fa uso dell’applicazione gratuita scaricata il giorno prima (il 30% se l’applicazione è a pagamento) e solo l’1% degli utenti che acquistano un’applicazione finisce col diventarne un’utilizzatore a lungo termine (ovviamente questi sono dati generali che andrebbero relazionati anche al genere di applicazione e al piano tarifarrio dell’utente).
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