Social media strategy

Di fronte all’esplosione dei social network (10 milioni di iscritti a Facebook in Italia a giugno 2009) e in genere del web 2.0, le aziende cominciano sempre più ad abbozzare un approccio attivo ai nuovi media sociali dove sono gli utenti a caricare, condividere e commentare i contenuti. Ma cosa significa impostare una vera e propria strategia di comunicazione in questo nuovo ambito? Cosa si intende per social media strategy?


Più di mille parole ecco un esempio che racconta significativamente come si possano sfruttare delle piattaforme già conosciute dagli utenti, gratuite ed estremamente diffuse per comunicare.


Il prodotto in questione è un female urination device che consente alle donne di liberarsi dell’enorme fastidio di cercare un bagno adeguato vincendo la schiavitù di “prendere la vita sedute”. Insomma una piccola soluzione per tutte quelle situazioni avventurose in cui farla in piedi è un gran sollievo igienico.


L’idea fa sorridere e il sito ufficiale, GoGirl, è ricco di claim e di soluzioni creative. Interessante però è anche l’utilizzo che viene fatto dei social media più diffusi per dialogare con il consumatore:


- YouTube: un canale personalizzato dedicato tanto ai passaggi televisivi del prodotto in rubriche di costume quanto e soprattutto alle interviste alle testimonial. Inoltre il canale viene utilizzato anche per raccogliere grazie alla funzione “preferiti” tutti i video che gli utenti hanno caricato parlando del prodotto, creando così un vero e proprio aggregatore specializzato sul tema;


- Twitter: il social network del momento rischia spesso di essere per le aziende una semplice rassegna stampa in 140 caratteri, ma può anche diventare, come in questo caso, uno stimolo agli utenti cambiando le regole del gioco e uno strumento per generare conversazione. Invece delle classica domanda “cosa stai facendo ora?” che pone Twitter, GoGirl suggerisce di rispondere a “qual è la situazione in cui GoGirl sarebbe stato fondamentale?”;


- FlickR: GoGirl è anche una campagna itinerante che presenta il prodotto lungo le strade d’America. Perchè non sfruttare l’esperienza reale in ottica virtuale? Ecco allora che il social network di condivisione di fotografie più utilizzato al mondo diventare un photobook che mette in gioco in prima persona le imprenditrici e le ideatrici del prodotto. E chi volesse saperne ancora di più può partecipare al diario on line delle avventure delle GoGirls leggendo e commentando il blog ufficiale;


- Facebook: un profilo pubblico in cui vengono segnalate le iniziative, si dialoga con gli utenti grazie alla bacheca e vengono lanciati dei contest dedicati. A dimostrare come Facebook non debba essere la copia “sociale” del proprio sito, ma un canale aggiuntivo in cui realizzare una comunicazione tutta nuova che interessi veramente gli utenti;


Sommando i vari contributi e soprattutto le interazioni ottenute nei diversi canali si può capire l’importanza si una strategia integrata sui media sociali sia in termini di recruitment che in termini di visibilità: tutte le azioni svolte sui diversi media sociali interagiscono a vicenda infatti nel generare una reputation di brand in grado di essere sostenuta non solo dall’azienda ma anche e soprattutto dai suoi consumatori.


In più i social media rappresentano un’occasione per le PMI come GoGirl che, sulle spalle di una solida idea creativa, possono utilizzare con la massima flessibilità e trasparenza degli strumenti che si prestano ad essere sfruttati al meglio in prima persona (cosa molto più difficile per una multinazionale dove il valore personale del singolo individuo è difficile da percepire).

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