La Coca-Cola si gioca la crisi

Durante la primavera Coca-Cola ha lanciato una campagna di supporto al consumatore votata a promuovere un clima di ottimismo nei confronti della crisi anche attraverso l’offerta di buoni acquisto. Un buon atteggiamento di base ma anche un arma a doppio taglio. Lo dimostra l’ultimo spot lanciato in TV un paio di settimane fa.




Lo spot alla prima occhiata ha quasi lo stile della pubblicità progresso con Giulia, bimba di Pisa, che racconta la sua famiglia attraverso dei disegni semplici e con lo spirito di chi apprezza le cose essenziali, vere ed economiche. Ma poi ecco spuntare una bottiglia di Coca-cola e il discorso, già abbastanza retorico, inizia a scricchiolare.

Per scoprire la reazione del consumatore è sufficiente leggere i commenti del video dello spot caricato su YouTube e visualizzato alcune migliaia di volte. Eccone alcuni significativi:

  •  Cosa si fa per vendere qualche bottiglia in Più. Sai che c’è di nuovo? invece della coca cola mi berrò il la Cola DI UNA PICCOLA AZIENDA DELLE MIE PARTI. Così si risolve la crisi, non portando soldi a chi ne ha già a palate!
  • X Questo spot, ha dato un colpo basso al turismo. Senza VOLERLO INVITA A RIMANERE A CASA, anzichè andare in vacanza. Ha suscitato un sacco di polemiche in un comune del Veneto, tanto che grazie a Giulia, è stata bandita la Coca Cola, sostituita con il Chinotto,
  • Che ipocrisia, una vergogna. cosa non si fa per vendere qualche bottiglia in più.
  • Come se noi stessimo sempre a mangiare caviale andando e venendo dalla Polinesia mentre la nostra limousine ci aspetta a Fiumicino, ma imp…..  Giulia, e sulla torre di pisa!
  • Cara Giulia, anch’io vivo a Pisa, ma la coca cola col ragù te la lascio bere a te, e sopratutto a carte dopo cena ci puoi giocare benissimo te cor canaccio di tu ma, visto che non ti piacciono le cene di gala e le supermacchine!
  • lo spot più odioso nella storia della pubblicità, lo ascolto 30 volte al giorno per radio e Giulia la prenderei volentieri a calci, inoltre con sommo orgoglio italiano berrò dell’ottimo vino rosso insieme al ragù ed eviterò accuratamente la coca cola

E’ interessante notare come tutti i 46 commenti pervenuti ad oggi siano in questo stile, alcuni testimonino anche delle conseguenze concrete e molti di questi siano stati inseriti da blogger professionisti, in grado quindi di diffondere ancora maggiormente questa voce non solo attraverso il loro diario ma tutta la rete sociale. Il concetto di Lifestream che ora si sta affermando infatti fa sì che ogni attività online su un media sociale venga notificata a tutti gli amici di un utente in modo automatico (basti pensare a FriendFeed).


Cosa sta facendo Coca-Cola per difendere la propria reputazione on-line e comunicare i suoi valori? Al momento non si è vista alcuna reazione (almeno manifesta). Certo è vero che il brand è talmente forte che queste critiche, sempre presenti nella sua storia, non lo scalfiranno, ma queste reazioni e la loro diffusione on-line dimostrano come oggi sia fondamentale porsi il problema, non solo per marchi globali.

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4 Commenti a “La Coca-Cola si gioca la crisi”

  1. Sul Corriere del Veneto è uscito un articolo con le voci degli operatori turistici della riviera… “Togliete quella pubblicità o vendiamo solo Chinotto”.

  2. si3volley scrive:

    Analisi professionalmente impeccabili ma, a proposito dei blogger – mi chiedo – possibile che sul Web ormai girino soltanto tipacci in_azzati come serpenti? Mi chiedo: c’è ancora spazio nella blogosfera per commentare messaggi positivi che non siano interpretati come semplicemente strumentali? C’è ancora spazio, nelle teste dei surfer, per capire che anche il loro è un mezzo sostenuto dal “lordo” capitale che tutti ci sfama? Che nel sistema ci siamo tutti, anche quelli che ne stanno fuori? C’è ancora spazio per accettare chi dice: non sono d’accordo con chi non è d’accordo?

  3. dnonino scrive:

    @littlemarystreet: grazie per la segnalazione. A conferma di come web e realtà siano strettamente legati e non si possa prescindere da nessuno dei due.

    @si3volley: già, spesso il web è una bacheca di insulti e critiche poco costruttive. Basta andare sul canale YouTube del ministro Gelmini per capire quanto la volgarità serva a poco se non a dimostrare che siamo tutti bravi a lamentarci. Però tra tutte quelle centinaia di commenti a Mariastella, a spulciare bene, ci sono anche delle sane riflessioni, ed è forse lì che si deve andare a pensare, perchè chi alza la voce ha sempre fatto solo rumore.

  4. Jessica-online scrive:

    leggere l’intero blog, pretty good

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