Mulino Bianco ha lanciato lo scorso mese “Nel mulino che vorrei“, un’iniziativa di dialogo sul web che ha aperto per la prima volta le porte di una grande azienda italiana chiedendo a noi consumatori di proporre delle nuove idee di prodotto.
Non si tratta di un forum o di una piattaforma social network, ma di uno spazio di generazione e condivisione delle idee dove Mulino Bianco chiede a qualsiasi utente della rete di proporrre delle nuove idee in relazione a prodotti, promozioni, confezioni, impegno sociale e ambiente ed altre eventuali. Le idee, oltre a poter essere votate e commentate dagli iscritti alla community, verranno vagliate da un team Barilla costituito dall’Amministratore Delegato, il Direttore Generale e il Direttore Marketing di Mulino Bianco i quali spiegheranno le ragioni della fattibilità o meno della stessa.
Inoltre per chiunque avesse dubbi è domande c’è a disposizione un tutor online sempre connesso via Skype o Msn, rendendo così possibile un’interazione diretta e senza filtri come di solito non accadeva con i portali aziendali (quante volte le risposte arrivano non sempre chiare dopo un tempo troppo lungo per essere utili?).
In Aipem abbiamo avuto la possibilità di gustare per primi questa iniziativa grazie all’anticipazione che Pepe Möder, head of digital Barilla, ne ha fatto alla 7° giornata della comunicazione. Ad un mese esatto dal lancio del “Mulino che vorrei” abbiamo condotto una piccola indagine per vedere quanto ne parla la rete e quali sono stati i risultati ad oggi (9 aprile 2009)
928 idee proposte dagli utenti (fonte Nelmulinochevorrei)
64 citazioni nella blogosfera (fonte Technorati)
107 fan sulla pagina ufficiale di Facebook
21.732 visualizzazioni dello spot su YouTube su canale ufficiale “Il Mulino digitale”
83 citazioni su Twitter (fonte Sitevolume)
640 viste della presentazione ufficiale su Slideshare
Nel Mulino che vorrei è riuscito quindi a generare un interessante volume di conversazione che coinvolge tutti i principali canali, media e non, presenti oggi in ambito web 2.0 (ed è ottimo il risultato di Twitter che inizia a cinguettare anche in Italia… attenzione all’effetto Facebook). Ovviamente dare un giudizio assoluto non è possibile anche perchè bisogna valutare il grado di “influencer” dei blogger che ne hanno parlato e delle persone che hanno proposte le idee, nonchè la qualità degli interventi che, nel web dove emergono i veri contenuti, è fondamentale.
L’operazione Mulino Bianco conferma comunque l’importanza della diffusione di un contenuto su un mix di canali ragionato ed eterogeneo in grado di autoalimentare a sua volta un traffico che valorizzi “naturalmente” un messaggio forte.
Non ci resta che aspettare la realizzazione delle prime idee per vedere (e magari mangiare), come successo per i Girotondi Mulino Bianco, una nostra idea diventare realtà.
ps: anche in agenzia ci siamo giocati in questa iniziativa e vi consigliamo di dare un’occhiata (e perchè no un voto
) a queste due proposte di Andrea e Davide
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