Lignano, i vincitori dell’Hemingway 2008 sulla stampa con Aipem

I premiati del Premio Hemingway 2008Dal Messaggero Veneto al Resto del Carlino, da Il Giorno a La Nazione alla Gazzetta del Mezzogiorno, dalla RAI alle tv locali: i media hanno dato ampio rilievo alla ventiquattresima edizione del Premio Hemingway – Lignano Sabbiadoro 2008, per il quale Aipem – anche quest’anno – ha curato l’ufficio stampa.
Non poteva che essere così data la levatura del premio, della giuria e dei premiati.
La cerimonia di consegna dei riconoscimenti si è tenuta lo scorso 7 giugno al Kursaal di Lignano Riviera.
Il Premio Ernest Hemingway – Lignano Sabbiadoro 2008 va per la sezione giornalismo a Fiamma Nirenstein, carta stampata, e a Maurizio Martinelli per la televisione. Andrea Vitali e Guido Conti primi rispettivamente nelle sezioni di narrativa e di saggistica. I due riconoscimenti speciali Lignano-Europa e Città di Lignano verranno consegnati, rispettivamente, al Patriarca Angelo Scola e al professor Luca Ricolfi.

Premio Hemingway 2008_ufficio stampa Aipem

La giuria di quest’anno, presieduta dal sindaco di Lignano Silvano Delzotto, si avvale di due nuovi ingressi con Rosanna Vacalebre del quotidiano Avvenire e Pierluigi Battista, vicedirettore del Corriere della Sera e vincitore Premio Hemingway 2007, sezione saggistica. Insieme a loro, il direttore del Tg2 Mauro Mazza, presidente esecutivo, l’assessore regionale alle attività produttive, Andrea Filippi, direttore del Messaggero Veneto, Luisa Ciuni, del Quotidiano Nazionale, Silvino Gonzato, de L’Arena, Giovanni Lugaresi, de Il Gazzettino, e Luigi Mattei segretario storico del Premio, ai quali si è aggiunto Mario Montrone, presidente dell’associazione locale Lignano in Fiore.

Le motivazioni dei riconoscimenti

Il riconoscimento a Fiamma Nirenstein, giornalista e scrittrice di fama internazionale, è un premio all’impegno dimostrato nel presentare le problematiche del dramma israelo-palestinese così come alla capacità di raccontare certe fasi del conflitto mediorientale, facendo sempre appello alla ragione e al buon diritto. Lo stesso si può dire dei suoi numerosi libri, l’ultimo è del 2007, Israele siamo noi (Rizzoli, 2007), tutti caratterizzati da un forte senso della realtà e da una grande chiarezza di idee.

Il “TG2 Punto di Vista” di Maurizio Martinelli ha evidenziato l’attenzione del conduttore alla sostanza delle cose più che alla loro apparenza, in uno stile sempre serio ed essenziale. Memorabile la sua prontezza e maturità professionale quando un suo ospite in studio tentò all’improvviso di darsi fuoco per denunciare la sua difficile condizione di padre separato. La notorietà televisiva di Martinelli è affiancata da una vasta esperienza giornalistica anche nella carta stampata. Più volte inviato in Iraq e Afghanistan ha raccontato gli orrori della guerra in Paesi ancora alla faticosa ricerca della libertà e democrazia.

Andrea Vitali ha fatto rinascere la tradizione del racconto dei misteri e dei piaceri della provincia italiana che già fu di Piero Chiara. I suoi romanzi raccontano storie rievocate nei convivi familiari e ambientate sul lago di Como. La conoscenza della psicologia umana e la fulminante capacità auto ironica hanno fatto di Vitali, che non ha abbandonato la professione dei medico, uno dei più popolari autori italiani. Tra i suoi titoli, tutti pubblicati da Garzanti, ricordiamo La modista, il romanzo col quale vince l’Hemingway 2008, il fortunatissimo Olive comprese (2006), La figlia del podestà (2005), La signorina Tecla Manzi (2004), Una finestra vistalago (2003).

La consacrazione di Guido Conti avviene con il romanzo I cieli di vetro (1999, Guanda), Premio Selezione Campiello. Ora, con Giovannino Guareschi biografia di uno scrittore (2008, Rizzoli), Conti ha realizzato l’opus magnum sull’inventore di Don Camillo e Peppone. Conti accompagna il lettore nei meandri della storia politica e sociale, soprattutto del dopoguerra che vede Guareschi testimone e protagonista a un tempo. L’autore sottolinea infine come Giovannino sia stato un umorista che ha dato all’umanità un sorriso sereno e un uomo che ha sempre confidato nella Divina Provvidenza.

Professore di analisi dei dati all’Università di Torino ed editorialista de La Stampa, Luca Ricolfi pur definendosi “incontrovertibilmente uomo di sinistra”, offre con le sue analisi il valore di una reale obiettività. Nell’ultimo libro da lui curato, Ostaggi dello Stato. Le origini politiche del declino e dell’insicurezza (Guerini e Associati, 2008), emerge un Paese, l’Italia, profondamente cambiato e ostinato a perseguire quella via che si ritrova sintetizzata nel titolo di un altro suo libro L’Arte del non governo: da Prodi a Berlusconi e ritorno (Longanesi, 2007).

Patriarca di Venezia dal 5 gennaio e Cardinale dal 28 settembre 2003, Angelo Scola è uno dei componenti più giovani del Sacro Collegio. Arrivato al sacerdozio nel 1970, Angelo Scola ha alle proprie spalle un’intensa attività pastorale svolta nel mondo dell’università, della scuola, del lavoro e della famiglia. La sua è una “moderna” vocazione religiosa nutrita di studi filosofici e sensibile alle problematiche della società contemporanea. Copiosa l’attività di ricerca culturale e numerose le sue pubblicazioni tra cui il recente Dio? Ateismo della ragione e ragioni della fede (Marsilio) che ha suscitato uno straordinario interesse nel mondo filosofico internazionale.

 

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